Giravo in giro per la rete, e prima di partire mi segnai alcuni appunti su cui riflettere:
A fine 2007,
La Repubblica fa tutti partecipi di un'intercettazione (articolo di Curzio Maltese del 21/12/07), in cui
Berlusconi e
Saccà parlano amabilmente del più e del meno... tutto naturalmente cade nel dimenticatoio, e viene invocata la tanto amata
Violazione della privacy (anche se poi io questa proprio non la capisco... eh si perché quella privacy comprende anche me, visto che si parla di un'azienda come la tv di stato in cui vanno a finire i miei soldi ogni anno, da molti anni a questa parte)...
Uno dei passaggi di questa intercettazione è quello in cui Berlusconi afferma:
«Bossi mi fa una testa tanta...»
a cui il fido Saccà rispondeva
«[...] che il regista Renzo Martinelli ha creato problemi vantandosi troppo con la Padania. Il Martinelli è uno di quegli intellettuali molto di sinistra con eccellenti rapporti a destra e con Mediaset, eppure sempre liberi e alternativi e "contro", checché ne dicano alcuni moralisti borghesi di merda. Nella sintesi di Saccà, a tratti acuta, "un vero cretino".
Comunque non c'è problema, assicura il boss Rai. La fiction s'ha da fare "perché poi Barbarossa è Barbarossa, Legnano è Legnano". Argomenti inoppugnabili. Senza contare l'autocitazione. Saccà è infatti il geniale inventore dello slogan "perché Sanremo è Sanremo".»
Poi passa il tempo e si arriva ai giorni nostri.
Tratto da:
Il Corriere della Sera
L'articolo parla di uno dei progetti della
RAI (la televisione di Stato) (...di tutto lo Stato eh, non ce ne dimentichiamo!) riguardo ad un film dedicato a Barbarossa (no, non il cantante... anche se visti i presupposti, magari sarebbe stato più interessante

) e (guardacaso... delle volte sono proprio strane le coincidenze), questo è proprio il film per la cui realizzazione tanto si raccomandava Berlusconi (vedi il già citato articolo su La Repubblica). E per il quale ci si vanta di un costo di 30 milioni di dollari (evidentemente dirlo in euro era meno 'importante' come numero), e del fatto che si spenda poco grazie a manovalanza rumena.
Ho trovato di particolare interesse alcune dichiarazioni del regista
Renzo Martinelli, che vi riporto qui sotto, pregando tutti di andare a leggere l'intero articolo:
«Per la manovalanza si usa lo "zingarume rumeno" a 400, 500 euro la settimana»
«In Romania ho incontrato tanta gente perbene, purtroppo in Italia arriva solo la feccia»
Si, poteva andare anche peggio, ma mi accontento di quanto fatto fin'ora.
Se avete voglia di approfondire, oltre all'articolo sul
Corriere della Sera, ne trovate anche un altro interessantissimo su
Social Design Zine.
Altri link interessanti per farsi un'idea generale:
E ora buon ferragosto a tutti.
Continua a leggere:
«Barbarossa» al Castello con Bossi